Simbologia Araldica

Estratto descrittivo dei Simboli Araldici:

Si tenga anche conto come ho scritto in precedenza, parlando dell’origine degli stemmi, che l’Araldica è la Scienza del Blasone.
Blasonare uno stemma secondo i principi dell’araldica, significa descrive uno stemma usando la terminologia propria di questa scienza.
Quindi per blasonare uno stemma si comincia con il decidere il colore del campo dello scudo, per poi passare ad indicare le figure principali descrivendone il numero, la posizione ed il colore (smalto); infine le figure secondarie.

Le figure definite dal MANNO come “ciò che si può mettere negli scudi per formare le arme” si possono suddividere in Araldiche, Naturali e Ideali.
Delle Figure Araldiche fanno parte le Partizioni, le Pezze Onorevoli e le Pezze Araldiche (ad esempio: la fascia, il palo, la banda, la sbarra, lo scaglione, il cantone, la losanga, il lambello, il capo, ecc., figure qui non considerate, trattando esclusivamente della simbologia araldica).
Nelle Figure Naturali rientrano quelle che fanno parte delle Scienze (Antropologia, Fauna, Avifauna, Ittiologia, Flora, Geologia, Astrologia, Meteorologia) e delle Arti (Religiosa, Bellica, Nautica, Venatoria, Pescatoria, Costruttiva, Domestica, Agricola, Lusoria, Arti e Mestieri).
Delle Figure Ideali fanno parte le Figure della Agiologia, Demonologia, Mitologia ed i Mostri.
Le figure (in particolare quelle animali e vegetali) spesso sono utilizzate quali stemmi parlanti (stemmi cioè che ricordano il cognome attraverso immagini; ad esempio: l’orso per la famiglia Orsini; la rovere per la famiglia della Rovere), ma possono essere anche usate per il loro significato simbolico. Riguardo a questo aspetto, è da dire che la simbologia araldica si rifà alla simbologia romana, greca ed egizia, ma può riferirsi anche alle caratteristiche peculiari di un animale (ad esempio, il leone usato per rappresentare il coraggio e quindi come simbolo della stirpe coraggiosa) o di una pianta (ad esempio, la quercia usata per simboleggiare la forza della stirpe), oppure al significato allegorico di un oggetto (ad esempio, la campana come simbolo di chiara fama o vocazione religiosa).
E’ da precisare che nella rappresentare graficamente uno stemma, le figure devono essere riportate invertite rispetto a come indicate nella blasonatura dello stemma stesso: ciò perché la destra dello scudo è quella posta a sinistra di chi lo guarda e viceversa; in altre parole, quando lo scudo del cavaliere è visto di fronte, la sua sinistra corrisponde alla destra di chi guarda e la sua destra alla sinistra dell’osservatore.
E’ da precisare poi che in araldica la simbologia è sempre positiva e si riferisce quindi sempre alle caratteristiche positive dell’animale, della pianta o dell’oggetto. Nel caso in cui una figura abbia più significati, ciò che essa rappresenta può essere meglio specificato attraverso l’uso del motto o di determinati colori. Infatti, anche l’uso dei colori (smalti) ha una sua ragione simbolica.

Ed iniziando proprio da questi, riportiamo un breve compendio di simbologia araldica con l’avvertenza che nella esposizione che segue si è fatto riferimento al Dizionario Araldico di PIERO GUELFI CAMAJANI, Ed. Manuali Hoepli, 1940; per ulteriori, necessari, approfondimenti si rinvia alla medesima opera.

GLI SMALTI
I “colori” principalmente usati in araldica sono il rosso, l’azzurro, il nero ed il verde. Poi vi sono il colore porpora ed il colore carnagione, nonché il colore naturale della figura che si rappresenta nello scudo. Oltre ai colori vi sono due “metalli”: l’oro e l’argento; e due “pellicce”: l’armellino ed il vaio.

ARGENTO: con l’oro è uno dei due metalli usati in araldica. Negli stemmi disegnati in bianco e nero, si indica lasciando in bianco il campo. In araldica sostituisce il bianco in quanto più splendente. Simboleggia la purezza, l’innocenza, la giustizia e l’amicizia.
ARMELLINO o ERMELLINO: trattasi di una pelliccia bianca, rappresentata in araldica con l’argento, sulla quale si dispongono in modo simmetrico le code nere di questo animale, simili a piccolo fiocchi. E’ la più nobile delle pellicce; per il suo candore fu usata per foderare i mantelli di Re e Principi ed è quindi simbolo di origini principesche, di purezza, di incorruttibilità.
AZZURRO: si indica con linee orizzontali e, essendo il colore del cielo, rappresenta la gloria, la virtù e la fermezza incorruttibile.
BIANCO: in araldica questo colore è sostituito dall’argento, ma alcune figure possono essere rappresentate in bianco.
GIALLO: vedi ORO.
NERO: si indica con linee verticali e orizzontali sovrapposte. Rappresenta il dolore, il lutto per la morte di un qualche illustre personaggio della famiglia, oppure la dedizione al Principe fino alla morte.
ORO: è il metallo più nobile. Si indica punteggiando il campo dello scudo o le figure così colorate. E’ simbolo di ricchezza, comando, potenza.
PORPORA: o violaceo, si indica con linee diagonali, da sinistra a destra. Rappresenta dignità regia.
ROSSO: si rappresenta con linee verticali e, richiamandosi al sangue versato in battaglia, rappresenta il valore, l’audacia, la nobiltà ed il dominio.
VERDE: si indica con linee diagonali, da destra a sinistra, ed è simbolo della vittoria, dell’onore, dell’abbondanza.

GLI ANIMALI
Si possono suddividere in naturali e chimerici; quelli naturali in quadrupedi, volatili, rettili, insetti, molluschi. Essi sono rappresentati generalmente nella loro posizione naturale: passanti (cioè in atto di camminare), rampanti, salienti, sedenti, dormienti, ecc..

AGNELLO: simbolo della mansuetudine, dell’umiltà, dell’innocenza e della purezza, per questo simbolo della cristianità, di Gesù Cristo, degli Apostoli e dei Martiri.
AIRONE: rappresenta il silenzio e la tempesta; unito alla cornacchia simboleggia l’unione contro un nemico perché insieme, in natura, cacciano la volpe.
ALCIONE: simboleggia la mitezza e l’unione anche matrimoniale: Alcione figlia di Eolo, quando seppe che il marito Ceice era perito in un naufragio, si gettò anch’essa tra le onde; Teti trasformò i due sposi in due alcioni.
AMARANTO: pianta i cui fiori non marciscono e quindi simbolo di immortalità o di costanza.
APE: animale simbolo per eccellenza dell’operosità, del lavoro.
AQUILA: la più nobile tra i volatili ed in generale tra gli animali, è simbolo della potenza, della vittoria e dell’impero.
ARDITO: dicesi così il gallo con la zampa destra alzata in atto di combattere; esso è emblema del guerriero pronto alle armi.
ARIETE: emblema soprattutto di perseveranza (vedi anche CAPRO).
ASINO: simbolo di umiltà.
ASTORE: uccello rapace usato in araldica per rappresentare l’astuzia guerresca senza pietà.
AVVOLTOIO: poiché esso, in caso di necessità, nutre i figli anche con il proprio sangue è simbolo della pietà e dell’amore filiale. Per i Romani Dio della guerra e per gli Egizi simbolo di rapida meta.
BASILISCO: animale al quale gli Egizi dettero la testa di falcone e che ritenevano vivesse più di tutti gli altri animali potendoli uccidere con il solo fiato; per questo simbolo di eternità della stirpe e di potenza.
BERTUCCIA: scimmia usata soprattutto negli stemmi parlanti.
BISCIA: serpente usato per simboleggiare la riflessione e la prudenza.
BOVE: simbolo per eccellenza della mansuetudine, rappresenta anche il lavoro.
BUFALO: non è altro che il bove selvatico e quindi simbolo della forza fedele e generosa.
CALANDRA: essa è un volatile della famiglia delle allodole e rappresenta la pietà, dato che secondo la leggenda essa fissa gli occhi del moribondo e muore attraendo a sé il morbo.
CAMALEONTE: per la sua qualità di cambiare colore e assumere quello circostante per mimetizzarsi è simbolo della facilità nell’apprendimento e di astuzia.
CANE: simbolo per eccellenza della fedeltà e della vigilanza.
CAPRIOLO: dato che nutre i genitori in vecchiaia è simbolo di gratitudine e amore filiale.
CAPRO: poiché assai prolifico, rappresenta appunto la prolificità e la potenza della stirpe. Per le sue capacità di scalatore, è simbolo anche di sicurezza.
CASTORO: abile costruttore della sua tana, simboleggia la destrezza, l’intelligenza e la perseveranza.
CERVO: animale nomade e quindi simbolo di famiglia originaria di altro luogo.
CHIOCCIOLA: simboleggia la pazienza (vedi LUMACA).
CICALA: simbolo per eccellenza della musica.
CICOGNA: dato che si prende cura dei genitori è simbolo di pietà, riconoscenza e amore filiale. Se tenente in bocca l’origano (pianta medica), è simbolo della medicina. Si rappresenta generalmente con il collo ritirato.
CIGNO: rappresenta il buon augurio, anche nella navigazione e nella vecchiaia.
CINGHIALE: simbolo della caccia e dell’audacia unita alla ferocia.
CIVETTA: per i Greci simbolo della vittoria e per gli Egizi della prudenza.
COCCODRILLO: per eccellenza simbolo della finzione e del tradimento.
COLOMBO: o colomba, simbolo cristiano dello Spirito Santo, in araldica rappresenta l’amore puro, l’animo buono, la pace coniugale.
CONIGLIO: simbolo di prolificità e di mansuetudine.
CORNACCHIA: uccello fedelissimo al coniuge e quindi in araldica usato come simbolo di fedeltà assoluta.
CORVO: in quanto annunciatore in natura della pioggia, rappresenta il buon augurio. Simbolo anche di ingegno e oratoria.
CUCULO: ritenuto un volatile trasformista, simboleggia appunto la trasformazione per ottenere migliori fortune.
DAINO: emblema della caccia e dell’uomo accorto nelle imprese.
DRAGO: usato in araldica per rappresentare la fedeltà, la vigilanza e il valore militare.
ELEFANTE: simboleggia la forza, la grandezza d’animo e la stirpe antica, data la sua longevità.
FAGIANO: rappresenta la semplicità d’animo.
FAINA: simbolo di rapacità.
FALCO-FALCONE: emblema della caccia signorile.
FARFALLA: usata per rappresentare il virtuoso che cerca la virtù.
FORMICA: emblema per eccellenza del lavoro, della operosità instancabile.
GALLO: se raffigurato con la cresta e con la zampa destra alzata in atto di combattere dicesi ardito ed è simbolo del guerriero pronto alle armi.
GATTO: emblema dell’indipendenza, della vigilanza e della destrezza.
GAZZA: simbolo dell’eloquenza.
GRANCHIO: simbolo di gravità.
GRIFO-GRIFONE: animale chimerico metà leone e metà aquila che rappresenta la custodia e la vigilanza. Poiché è l’unione del più nobile volatile e del più nobile animale terrestre, è simbolo anche di perfezione e di potenza.
GRU: simbolo di vigilanza; si rappresenta generalmente su di una zampa.
IDRA: animale chimerico a sette teste, rappresenta il capitano che non teme la morte.
IPPOGRIFO: animale chimerico metà cavallo e metà aquila che rappresenta, come il GRIFO la custodia e la vigilanza.
ISTRICE: simbolo della difesa contro i nemici.
LEONE: il più nobile tra gli animali della terra che rappresenta la forza, il coraggio ed il comando.
LEOPARDO: è il leone passante (cioè in atto di camminare) con la testa in maestà (cioè di faccia, non di profilo) e con la coda rivolta sulla schiena; ha lo stesso significato del leone.
LEPRE: simboleggia il disprezzo per la fatica e i disagi.
LEVRIERE: in quanto cane usato per la caccia alla lepre, simboleggia la caccia e l’animo costante nel seguire un’impresa.
LIOCORNO: animale chimerico formato da un cavallo con mento e barba di capra, zoccoli di bue, coda di leone e con un corno in fronte; rappresenta la forza e la vittoria.
LUCCIO: rappresenta i diritti di pesca.
LUCCIOLA: indica la vera nobiltà che risplende.
LUMACA: si differenzia dalla CHIOCCIOLA perchè questa ha la conchiglia, mentre la lumaca no; rappresenta la pazienza.
LUPO: simboleggia il capitano ardito.
MONTONE: simbolo di forza e tenacia.
MOSCA: emblema di tenacia nella lotta.
OCA: dato che questo animale ha il sonno molto leggero, esso è simbolo della vigilanza e della custodia.
ORSO: simbolo del guerriero prode e fiero.
PANTERA: rappresenta l’astuzia e la libertà.
PAPPAGALLO: simbolo dell’eloquenza ed anche della docilità.
PASSERO: siccome si riteneva che le sue carni ed uova avessero poteri afrodisiaci, è stato preso a simbolo della virilità e della fecondità.
PAVONE: simbolo di ricchezza; si rappresenta generalmente in atto di fare la ruota.
PECORA: simbolo di vaste proprietà adibite alla pastorizia ed anche di dolcezza e mansuetudine come l’AGNELLO.
PELLICANO: rappresenta la pietà e l’amore per il prossimo.
PERNICE: abile nel nascondersi al cacciatore, è simbolo di astuzia.
PESCI: il più nobile è il delfino; essi rappresentano le imprese marittime, oppure il silenzio o la speranza in Dio come nella cristianità.
PICA: vedi GAZZA.
PICCHIO: simboleggia l’uomo forte e perseverante nelle imprese e nel lavoro.
PIPISTRELLO: simbolo di aiuto reciproco e di sicurezza.
PORCO: simbolo del giuramento e quindi della fedeltà.
PORCOSPINO: simbolo di forza contro i pericoli.
RAGNO: rappresenta la laboriosità.
RAMARRO: dato che difende l’uomo dal serpente, è simbolo di custodia ed anche di benevolenza e amore.
RANA: anfibio simbolo dell’uomo che si adatta a tutto.
RICCIO: vedi PORCOSPINO.
RINOCERONTE: simbolo di grande forza e potenza.
RONDINE: rappresenta i lunghi viaggi e l’amore per la propria terra.
ROSPO: animale emblema della terra e dell’amore per la propria terra.
SALAMANDRA: rappresentata quasi sempre sopra tizzoni ardenti, rappresenta la resistenza alle avversità ed al male.
SCIMMIA: simbolo di imitazione; vedi anche BERTUCCIA.
SCOIATTOLO: simboleggia l’uomo saggio, prudente.
SCORPIONE: simboleggia l’uomo che non perdona.
SCROFA: animale usato soprattutto nelle armi parlanti.
SERPENTE: emblema di astuzia, di dominio, di eternità ed anche di prudenza; quando è rappresentato calpestato o nel becco di altri animali, esso simboleggia il nemico, il tradimento, il vizio; esso è simbolo anche della medicina.
SORCIO: indica l’uomo prudente.
SPARVIERO: animale dedicato a Marte e quindi simbolo di origini guerriere, di vittoria e di gloria.
STRUZZO: rappresenta l’obbedienza del suddito e la giustizia.
TARTARUGA: è simbolo della prudenza.
TASSO: animale utilizzato nelle armi parlanti.
TESTUGGINE: vedi TARTARUGA.
TIGRE: simbolo del coraggio e della ferocia nelle imprese.
TOPO: Vedi SORCIO.
TORTORA: simboleggia l’amore coniugale.
TROTA: simbolo di onestà.
USIGNOLO: rappresenta l’amore per la musica.
VACCA: simbolo dell’uomo benefico.
VOLPE: simbolo per eccellenza di astuzia.

FIORI e PIANTE

ABETE: emblema di alte aspirazioni, retto pensiero, animo nobile ed elevato.
AGRIFOGLIO: secondo il linguaggio dei fiori dell’Aymé Martin significa previdenza.
ALBERO: nelle blasonature devesi indicare la specie e se esso è fruttifero, fustato, sradicato, fiorito, reciso, secco o frondoso. Per il significato si veda ogni singola voce.
ALLORO: sacro ad Apollo è il più nobile vegetale dato che a Roma veniva usato per coronare imperatori, sommi poeti, generali; secondo il linguaggio dei fiori dell’Aymé Martin significa virtù intrepida.
AMARANTO: così si indica la pianta che non può marcire e simboleggia l’immortalità, la costanza; secondo il linguaggio dei fiori dell’Aymé Martin significa l’amore costante e fortunato.
AVELLANA: o nocciolo, simboleggia l’amore segreto, la virtù nascosta.
AVENA: le sue spighe indicano l’impresa ardua.
BASILICO: secondo il linguaggio dei fiori dell’Aymé Martin significa odio o povertà.
BIANCO SPINO: secondo il linguaggio dei fiori dell’Aymé Martin significa dolce speranza.
CAMELIA: secondo il linguaggio dei fiori dell’Aymé Martin significa pensiero triste.
CASTAGNO: rappresenta la virtù nascosta (come il suo frutto) e la resistenza (come il suo legno).
CEDRO: simbolo di pietà, di misericordia divina (così nella tradizione ebraica) e di immortalità (dato che è una pianta assai longeva).
CERRO: vedi QUERCIA.
CILIEGIO: indica la dolcezza imparziale.
CIPOLLA: simbolo per eccellenza delle lacrime, del dolore (per raggiungere alte imprese).
CIPRESSO: rappresenta la perpetuità della famiglia e l’incorruttibilità (dato che il suo legno è assai resistente).
COTOGNO: indica l’amore matrimoniale.
EDERA: questo sempreverde indica tenacia ed eterna memoria; secondo il linguaggio dei fiori dell’Aymé Martin significa amicizia costante.
FAGGIO: simbolo di vita sobria e ritirata, dato che esso cresce ad alte quote.
FELCE: secondo il linguaggio dei fiori dell’Aymé Martin significa animo guerriero.
FIORDALISO: vedi GIGLIO.
FIORI: la simbologia dei fiori è stata ampiamente utilizzata in araldica sin dalle sue origini, ciò anche in considerazione del carattere ornamentale degli stessi. Nelle blasonature devesi indicare se il fiore è gambuto, fogliato, bottonato, chiuso o aperto. Per il significato dei fiori si veda ogni singola voce.
FRAGOLA: secondo il linguaggio dei fiori dell’Aymé Martin significa dolci pensieri.
FRASSINO: simbolo di padronanza assoluta, dato che vicino questo altissimo albero non cresce nessun altro albero.
GAROFANO: secondo il linguaggio dei fiori dell’Aymé Martin significa virtù, onore.
GELSO: simbolo di prudenza, dato che cresce tardi.
GELSOMINO: secondo il linguaggio dei fiori dell’Aymé Martin significa purezza, virtù, amabilità.
GERANIO: secondo il linguaggio dei fiori dell’Aymé Martin significa capriccio e languidezza.
GIACINTO: secondo il linguaggio dei fiori dell’Aymé Martin significa benevolenza.
GIGLIO: esso è il più nobile dei fiori usati in araldica. Il giglio araldico è diverso da quello naturale e dal giglio di Firenze. Il giglio di Francia si è ampiamente diffuso negli stemmi italiani dopo la calata di Carlo VIII. Significa potenza, sovranità. Il giglio di giardino, al naturale, secondo il linguaggio dei fiori dell’Aymé Martin significa candore, purezza.
GINEPRO: secondo il linguaggio dei fiori dell’Aymé Martin significa saggezza o gratitudine.
GIRASOLE: la caratteristica di questo fiore è quella di girarsi sempre verso il sole, per questo è simbolo di fedeltà e aspirazione a cose sublimi; secondo il linguaggio dei fiori dell’Aymé Martin significa amore perseverante.
GIUNCHIGLIA: secondo il linguaggio dei fiori dell’Aymé Martin significa desiderio ardente.
GRAMIGNA: secondo il linguaggio dei fiori dell’Aymé Martin significa costanza in amore.
LAURO: vedi ALLORO.
LEANDRO: vedi OLEANDRO.
LUPPOLO: secondo il linguaggio dei fiori dell’Aymé Martin significa fecondità.
MANDORLO: simbolo dell’ardire e della gioventù, dato che fiorisce prima degli altri.
MARGHERITA: fiore raro in araldica che secondo il linguaggio dei fiori dell’Aymé Martin significa innocenza, bontà.
MELAGRANA: frutto del MELOGRANO che simboleggia la concordia, l’unione.
MELO: frutto dedicato a Venere, simbolo dell’amore.
MELOGRANO: rappresenta l’amicizia e secondo il linguaggio dei fiori dell’Aymé Martin significa sincerità e generosità.
MELONE: vedi POPONE.
MIRTO: pianta sempreverde e profumata che secondo il linguaggio dei fiori dell’Aymé Martin significa allegria, felici nozze.
MUGHETTO: indica la discrezione; secondo il linguaggio dei fiori dell’Aymé Martin significa leggerezza e fatuità.
NARCISO: secondo il linguaggio dei fiori dell’Aymé Martin significa amore piacente.
NESPOLO: rappresenta la sapienza, il consiglio prudente.
NOCE: simbolo di innocenza.
OLEANDRO: simbolo di bellezza.
OLIVO: simbolo per eccellenza della pace, ma anche di vittoria, di fama e gloria immortale; secondo il linguaggio dei fiori dell’Aymé Martin significa pace, riconciliazione.
OLMO: usato in agricoltura per sostenere la vite, è simbolo di sostegno, amicizia, protezione, amore.
ORTICA: significa afflizione; secondo il linguaggio dei fiori dell’Aymé Martin significa curiosità punita.
ORTENSIA: secondo il linguaggio dei fiori dell’Aymé Martin significa amore costante.
PALMA: simbolo di vittoria e di pace; è simbolo anche di eloquenza (dato che anticamente si teneva alle porte degli avvocati) e giustizia (dato il suo legno assai resistente). Secondo il linguaggio dei fiori dell’Aymé Martin significa felicità o perseveranza.
PAPAVERO: simbolo di giustizia data la regolarità della sua forma; secondo il linguaggio dei fiori dell’Aymé Martin significa sospetto, sorpresa.
PEONIA: secondo il linguaggio dei fiori dell’Aymé Martin significa piaceri terreni.
PERVINCA: simbolo di verginità, vita semplice, amicizia.
PERO: usato quale simbolo del buon padre di famiglia o principe benefico.
PESCO: secondo il linguaggio dei fiori dell’Aymé Martin significa fedele segretezza.
PINA: per la sua armonia è simbolo di saggezza.
PINO: significa nobiltà antica ed anche benignità dato che fa molta ombra.
PIOPPO: simboleggia il coraggio dato che Ercole se ne cinse la testa quando discese nell’Inferno.
PLATANO: simbolo di alto spirito.
POPONE: rappresenta l’amicizia.
PRUNO: pianta selvatica simbolo di indipendenza.
QUERCIA: simbolo di forza, nobiltà, potenza.
RAPA: usata spesso quale arma parlante, indica la beneficenza.
ROSA: simbolo di bellezza ma anche di nobiltà, onore e meriti riconosciuti; secondo il linguaggio dei fiori dell’Aymé Martin significa grazia, bellezza.
ROVERE: arma parlante con lo stesso significato della QUERCIA.
RUTA: emblema della castità dato che l’omonima pianta era ritenuta avere un effetto calmante.
SALICE: emblema del legame e secondo il linguaggio dei fiori dell’Aymé Martin significa castità.
SAMBUCO: secondo il linguaggio dei fiori dell’Aymé Martin significa unità.
SICOMORO: o fico d’Egitto è simbolo della pazienza.
SORBO: simbolo della prudenza.
SPIGA: indica abbondanza ma anche pace; secondo il linguaggio dei fiori dell’Aymé Martin significa abbondanza.
TIGLIO: emblema dell’amore coniugale.
TRIFOGLIO: simbolo di efficacia nelle lettere.
TULIPANO: secondo il linguaggio dei fiori dell’Aymé Martin significa ispirazione, libero arbitrio.
UVA: vedi VITE.
VERBENA: secondo il linguaggio dei fiori dell’Aymé Martin significa amore coniugale.
VIOLA: secondo il linguaggio dei fiori dell’Aymé Martin, la viola del pensiero significa ricordanza, la viola mammola significa umiltà, fedeltà o amore casto.
VITE: simboleggia l’allegria, l’amicizia gioviale.
ZUCCA: se galleggiante rappresenta l’insommergibilità agli eventi della stirpe.

ALTRE FIGURE NATURALI O ARTIFICIALI:

ALABARDA: arma antichissima a punta tagliente, simbolo di virtù militari.
ALVEARE: in quanto facente riferimento alla APE (vedi in precedenza), come questa è simbolo dell’operosità, del lavoro.
ANCORA: rappresenta le vittorie marinare, nonché la fermezza.
ANELLO: esiste quello episcopale, quello coniugale e quello del cavaliere che indica la nobiltà ed il potere signorile.
APPALMATA: così dicesi la mano aperta che mostra la palma, simbolo di libertà.
ARCO: arma tra le più antiche che simboleggia la potenza e la milizia.
ARIETE: macchina da guerra emblema di perseveranza.
ARPA: simbolo per eccellenza della musica, rappresenta anche l’animo eletto.
ARPIA: animale chimerico con petto e volto di donna, corpo, ali, artigli, coda di avvoltoio e orecchie di orso; emblema di distruzione usato negli stemmi degli uomini d’arme.
AZZA: è un’arma simile alla scure usata anticamente dai cavalieri in battaglia, è simbolo di valore e audacia.
BADILE: vanga simbolo di operosità.
BILANCIA: simbolo per eccellenza della giustizia e dell’equità.
BISANTI: monete coniate anticamente a Bisanzio, simbolo di ricchezza.
BORDONE: è il bastone del pellegrino, simbolo di pellegrinaggio in Terra Santa.
BORSA: se chiusa simboleggia il risparmio e la previdenza; se aperta indica la generosità.
BRACCIO: in araldica dicesi destrocherio il braccio destro e sinistrocherio quello sinistro; se nudo e non armato, in funzione di donare, significa bontà e generosità; se vestito significa generosità oculata; se armato significa alta carica militare; le braccia in croce simboleggiano l’umiltà e l’obbedienza al principe.
BRANCA: cioè la zampa di un animale, simboleggia generalmente la forza.
CADUCEO: figura formata da un bastone sul quale sono attorcigliati due serpenti affrontati e cimato da un volo d’ali spiegate; nella mitologia esso è posto nella mano destra di Mercurio; è simbolo di pace (il bastone che divide i serpenti in lotta).
CAMPANA: si rappresenta generalmente con il battaglio pendente ed è simbolo di chiara fama e vocazione religiosa.
CANDELA: rappresenta l’impresa risplendente.
CANDELABRO: simbolo di virtù spirituali, devozione.
CANNA: pianta docile ai venti e per questo simbolo di costanza, ma anche della letteratura poiché gli antichi scrivevano utilizzando appunto una canna.
CANNONE: rappresenta la fama raggiunta con le armi.
CASA: significa amore per la famiglia.
CASTELLO: emblema di antica nobiltà e potestà feudale.
CATENA: ricordando quella del ponte levatoio, significa dominio territoriale; se spezzata significa libertà conquistata, emancipazione; simboleggia anche la fedeltà.
CAVALIERE: rappresenta la nobiltà e la cavalleria.
CENTAURO: questa antica figura mitologica, metà uomo e metà cavallo, rappresentata con l’arco in mano, è poco usata in araldica e sembra sia simbolo di virtù e sapienza.
CERBERO: animale chimerico simbolo di guardiano fedele e potente.
CERVO: in quanto animale longevo, è simbolo di antica nobiltà e di stirpe longeva; essendo un animale nomade, può anche indicare la stirpe che ebbe origine altrove.
CHIAVI: richiamando la figura del Governatore o del Castellano, simboleggiano la potenza.
CHIESA: simbolo di obbedienza a Dio ed alla Chiesa.
CHIMERA: figura con testa di leone, corpo di capra e coda di serpente, buttante fiamme dalla bocca e dalle narici; simbolo di impresa impossibile compiuta.
CHIODO: secondo una antica usanza si piantano chiodi per allontanare disgrazie e calamità; per questo esso rappresenta la fortuna e la preservazione dalle disgrazie. Quando sono tre riuniti a ventaglio sono detti “chiodi della passione”, alludendo a quella di Gesù, e sono emblema di fede cristiana e spirito di sacrificio.
CLAVA: simboleggia la forza e il potere.
COLONNA: arma parlante, oppure simbolo di forza, costanza.
COMETA: poiché essa brilla di luce perenne, è simbolo di chiarezza di fama, e di virtù superiori e potenza eterna.
COLTELLO: significa carica militare o giustizia.
COMPASSO: simboleggia le scienze e quindi: l’architettura, la geografia, l’astronomia; simbolo anche di giustizia e sapienza.
CONCHIGLIA: richiamandosi alla conchiglia del pellegrino, rappresenta i pellegrinaggi in Terra Santa e le crociate.
CORNA: simbolo di forza, e tenacia.
CORNO DA CACCIA: simbolo della caccia signorile.
CORNO DOGALE: è la corona del Doge di Venezia, in forma di berretto frigio.
CORNUCOPIA: rappresenta l’agricoltura, l’abbondanza, la provvidenza.
CRESCENTE: è la mezzaluna simbolo di fortuna sperata.
CROCE: figura molto in uso in araldica nelle sue diversissime fogge i cui significati si riallacciano alla tradizione cavalleresca.
CUORE: rappresenta l’amore, la carità.
DADO: simboleggia la fortuna, la vittoria.
DARDO: si differenzia dalla freccia perchè quest’ultima non veniva lanciata a mano ma tramite l’arco; è simbolo di amore (il dardo che trafigge il cuore) ma anche di guerra, guerriero.
DENTE: usato quale arma parlante.
DESTROCHERIO: è il braccio destro, movente dal fianco sinistro dello scudo, la cui simbologia va generalmente riferita a ciò che viene impugnato dalla mano del braccio stesso.
FACE: se accesa rappresenta la luce, la sapienza ed anche la discordia.
FALCE: simbolo del lavoro fruttifero.
FEDE: cioè due mani che si stringono, simboleggia la fede giurata, l’amicizia, l’unione, la riconciliazione.
FENICE: creduto animale immortale, rappresenta la longevità, la resurrezione e la fama imperitura.
FERRO DI CAVALLO: simbolo di fortuna e di ricordo di imprese guerresche.
FIACCOLA: vedi FACE
FIAMMA: significa fama illustre, natali illustri, purezza.
FIUME: simboleggia la famiglia, oppure il diritto di pesca o possedimenti in riva ai fiumi.
FLAUTO: rappresenta la musica ed anche le lettere, la poesia.
FONTANA: simbolo di beneficenza e di sapienza.
FORNACE: significa amore, sentimento ardente.
FORTEZZA: vedi CASTELLO.
FORTUNA: questa Dea viene rappresentata generalmente con il velo al vento e sopra una ruota di carro od un globo per indicare la sua facile mutabilità; simbolo per eccellenza appunto della fortuna mutante.
FRECCIA: è diversa dal DARDO (vedi), ma è simbolo anch’essa di amore (la freccia che trafigge il cuore) ma anche di guerra, guerriero.
FULMINE: segno di potenza, ma anche di eloquenza.
GALEA: piccola nave a vele latine e remi, simbolo di vittoria navale o ricchezze ottenute con i commerci marini.
INCUDINE: simbolo di resistenza alla altrui violenza.
LAMPADA: rappresenta la fede, il sapere.
LANCIA: simbolo di nobiltà e virtù guerriere.
LANTERNA: vedi LAMPADA.
LIBRO: simbolo del sapere, dell’erudizione, della scienza.
LIUTO: rappresenta la musica.
LUCERNA: è il lume della ragione.
LUNA: così si dice quando è piena, altrimenti si dice CRESCENTE; simboleggia la benignità, oppure la forza d’animo nelle sventure (dato che essa fa luce nelle tenebre) e l’incostanza nella sfortuna (dato che essa cambia nelle notti).
MACINA: vedi MOLA.
MANO: se non ha posizioni particolari (vedi APPALMATA) simboleggia il comando, oppure fedeltà.
MARE: se è agitato significa animo inquieto; se è calmo benignità.
MARTELLO: simbolo di fatica, di ingegno, perseveranza; se battente sull’incudine indica volontà tenace, animo saldo.
MASSACRO: teschio di bue o di cervo, indicante caccia valente.
MERCURIO: Dio del commercio, figlio di Giove, dotato di ingegno fine ed accorto, rappresenta l’abilità nel commercio.
MEZZALUNA: vedi CRESCENTE.
MITRA: cappello ecclesiastico, simbolo di dignità ecclesiastica.
MOLA: simbolo di forza, di diritto feudale sui molini e di acume nello studio, dato che la mola trita e mette a nudo le cose.
MOLINO: vedi MOLA.
MONTAGNA o MONTE: simbolo di grandezza, sapienza, nobiltà.
MORO (TESTA DI): rappresenta i Mori catturati durante le crociate, quindi la cavalleria.
NAVE: significa vittoria navale o animo forte che resiste alle avversità.
NUVOLE: se usate come sostegno di mani benedicenti, indicano grazia divina.
OCCHIO: gli occhi rappresentano Dio, la giustizia, oppure la custodia.
PEGASO: animale chimerico costituito da un cavallo alato, simbolo di fama.
PELLEGRINO: soprattutto arma parlante ma anche simbolo di lunghi viaggi.
PIETRA: simboleggia la costanza.
PIRAMIDE: rappresenta la costanza, la virtù, la gloria e la fermezza.
PORTA: se aperta significa generosità, se chiusa custodia.
POZZO: simbolo per eccellenza di scienza, sapienza e verità.
RIVIERA: vedi FIUME.
RUOTA: simbolo per eccellenza di fortuna e di mutabilità.
RUPE: indica l’animo intrepido.
SCALA: simboleggia l’impresa compiuta, gli onori raggiunti.
SCETTRO: simbolo per eccellenza del comando.
SCIMITARRA: è un tipo di sciabola turca e rappresenta quindi il trofeo tolto al nemico.
SCOGLIO: simboleggia la resistenza, la fede.
SCURE: simbolo di giustizia, di giurisdizione. Quella rappresentata entro un fascio legato è la scure consolare portata dai littori romani avanti i Consoli in segno di giustizia.
SFINGE: animale chimerico con volto e petto di donna, corpo di cane, zampe di leone e coda di drago; mito egiziano simbolo di segretezza e di ingegno acuto.
SINISTROCHERIO: è il braccio sinistro la cui simbologia va generalmente riferita a ciò che viene impugnato dalla mano del braccio stesso.
SIRENA: animale chimerico con corpo di donna sino all’ombelico e con la restante parte in forma di pesce, simbolo dell’eloquenza e della persuasione.
SOLE: rappresentato con volto umano contornato da 16 raggi d’oro, metà dritti e metà serpeggianti, simbolo di eternità, grandezza, nobiltà illustre, chiarezza di fama.
SPADA: indica la stirpe guerriera.
SPERONI: indica cavalleria, nobiltà.
STELLA: molto usata in araldica a simboleggiare la guida sicura o l’aspirazione a cose superiori.
TENDA: indica le imprese guerresche.
TESCHIO: vedi MASSACRO.
TORCIA: vedi FACE.
TORRE: simbolo di nobiltà antica.
TRIANGOLO: indica la perfezione divina o l’uguaglianza.
VASCELLO: vedi NAVE.
VELA: simbolo di fiducia.
VULCANO: rappresenta le forti passioni e la forza irresistibile.
ZAPPA: indica l’agricoltura oppure l’investigazione.

testo riportato dal sito Portale dell’Araldica sul quale potrete approfondire molto sui Titoli di Nobiltà